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Sono cresciuto in Francia.
No, non fisicamente.
Da bambino in casa il vecchio mangianastri era sempre acceso, mentre mia madre lavava i piatti accennando passi di danza confinati su quello straccetto messo a terra per non bagnare, ascoltando ( fra tante altre) le canzoni di Edith Piaff.
Mia madre è una di quelle tante donne che non hanno saputo schivare la vita.
Le si è scagliata contro e lei l’ha presa in pieno volto, nel bene e nel male.
I racconti della sua infanzia erano permeati di quel senso di ineluttabilità, di rassegnazione e, se vogliamo, anche un po’ di autocommiserazione.
Eventi eccezionali che potevano portare ad una svolta e che poi PUFF, si sgretolavano come fa la terra quando è secca:
Una ricca ereditiera che voleva adottarla, un lavoro che amava e una vita agiata in uno dei quartieri più belli di parigi, vita alla quale rinunciò per seguire mio padre in italia e ritrovarsi ad avere a che fare con una suocera morbosamente attaccata al figlio.
E ancora storie di morti ammazzati, del fratello perso in una giornata di sole al lago, della mamma finita in prigione perchè comunista e fomentatrice di rivolte e, crescendo, della cognata che considerava la sua migliore amica e che un giorno le sputò addosso tutto il suo inmotivato odio, cogliendola alla sprovvista quando tentò di portarle via mia sorella maggiore…
Si, c’ho mamma, che Violetta Valery de “La Traviata”, le fa un pippa, le fa.
Insomma, questa donna raccontava il suo romanzo al suo unico pubblico, i suoi 4 figli, con la Piaff che cantava in sottofondo.
Capite bene che non potevo crescere normale.
Sabato scorso ho visto il film ispirato alla vita della Piaff, “La vie en rose”.
Io non ci tenevo a vederlo, ma non toccava a me scegliere il film questo giro e, bon, pazienza.
Alla fine del film ero da raccogliere col cucchiaino. Vuoi perchè effettivamente è una storia forte, vuoi perche ad ogni canzone affiancavo alle immagini che vedevo sullo schermo quelle del personale film di famiglia…
E’ stato come nella canzone che state ascoltando. La musica sale e sul finale non reggi… ti fai scappare un “Arreté la musique!”.
Vedetelo.
Scatterhead ha parlato.
Edit: come volevasi dimostrare, ha vinto l’oscar come migliore attrice 2008…


























































































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