Scattered Head (con 40 di febbre e il naso che cola)
Posted By Scatterhead in personale No, non ho il blocco dello scrittore.
Se non altro perché bisognerebbe essere scrittori per averlo, e io sono solo un cazzeggiatore munito di tastiera e blog con troppo egocentrismo e, a volte, troppo poco pudore.
Non scrivo più perché in questo periodo sono arido. That’s all.
Se ne sono accorti i miei pensieri, si affacciano e non mi riconoscono.
Sono ancora interessanti, per carità, quando arrivano sono tutti presi a raccontarsi tra loro.
Poi si guardano intorno disorientati e dicono: “ah, scusi… abbiamo sbagliato testa”.
Io non ho la forza di fermarli, di bofonchiare un timido “no no…, tornate qui, è proprio la vostra testa questa”, e vanno via.Mi sento svuotato.
Anzi, peggio.
E’ come se per anni avessi aperto scatoloni pieni di cose (interessanti o meno), che mi facevano divertire, riflettere, sentirmi vivo.
Da qualche mese ho cominciato ad aprirne di vuoti.
Ora alle mie spalle ho una pila enorme di scatoloni vuoti e quelli che sono rimasti cominciano a farmi paura: e se fossero tutti così?
Per questo non ho niente da condividere con voi, e probabilmente vedrete il blog sempre più abbandonato a se stesso ( o al vile makmad, che poi è lo stesso… lol ).
Ho smesso di amare. Vi ricordate lo Scatterhead tormentato? La verità dietro lo specchio, la ricerca disperata del suo sorriso, il bambino che disegnava sul cuore… Finito.
L’emozione più grande che provo durante la giornata è scoprire che la carie è sempre al suo posto: terzo dente a destra.
Lo trovo addirittura confortante.
Ve ne dico un’altra, ma questa non c’entra con lo svuotamento in atto.
Sono tornato in Abruzzo perchè mio padre sta più di la che di qua.
Vi dispiace? Non dispiacetevi, il 95% della giornata la cosa mi lascia indifferente.
Forse perché i sentimenti non sono “dovuti” a nessuno.
Quando nasciamo l’amore non si trova nell’imballaggio, assieme a tutto il resto.
Non è autoinstallante: devi leggere le istruzioni, montarlo, aggiornarlo periodicamente…
Certo, è sempre mio padre, ma lui non è un uomo che sa amare e di conseguenza, con tutta la buona volontà, amarlo è sempre stata un’impresa.
Quando anni fà, prima di andarmene di casa, lo misi faccia a faccia con questa realtà, lo vidi piangere per la prima volta in vita mia.
Rispose.
Io pensavo che essere padre significasse lavorare e portare soldi a casa.
Ci credete? Io non riuscivo a crederci. Come poteva un uomo avere una simile convinzione?
Ignoranza emotiva la definii in seguito, ripensandoci.
Ma intanto riuscì a farmi pena, che stronzo.
Era mio diritto essere incazzato.
Era mio diritto essere cattivo.
Ma lui no, me lo tolse con quelle parole ingenue, facendomi sentire in colpa.
Mai in vita sua, da che avevo ricordi, si era mostrato vulnerabile.
Lo sentii bambino, e io mi sentii padre.
E gli dissi che mi dispiaceva, che non lo pensavo. (Non era vero).
E gli dissi che era colpa mia, che lui aveva fatto tutto quello che poteva fare… (Non era vero) che era un buon padre (NON ERA VERO) e che avevamo solo bisogno di tempo.
Be lo sapete? Time out.
Il tempo è finito, non c’è più.
boomp3.comTi dispiace Scatterhead?
Si e no.
Mi dipiace che un uomo finisca il suo percorso (e certo mi dispiace che quell’uomo sia mio padre), senza avere capito un cazzo di se, della propria famiglia e di tutto quello che gli girava attorno.
Mi dispiace per lui certo, perchè quando arriviamo alla resa dei conti, se anche fosse vera la storia dell’ignoranza emotiva, temo che scattino meccanismi intrinseci e che si inevitabile tirare le somme:
quanto amore ho dato? quanto ne ho ricevuto? chi mi ricorderà?
Mi dispiace vedere la paura sulla sua faccia, e mi dispiace non avere parole.
Vorrei dirglielo quel Ti ricorderò.
E’ questo che vogliamo tutti, in fondo, no? Essere ricordati. Che altro ci resta quando arriva la fine?
Ma non posso farlo, e volete saperlo? Vuoi saperlo papà? E’ colpa tua.
Io non ho il coraggio di guardarti negli occhi diventati infinitamente piccoli, e dirti che ti amo, perché tu non l’hai mai detto a me.
O di prendere quella mano che non ho mai toccato e farti sentire che ti sono vicino, perché tu non l’hai mai fatto con me.
Hai un figlio incasinato che ha dovuto rimettere da se i tasselli a posto, quelli che avresti dovuto mettere a posto tu. E non li ha trovati tutti, e forse non lo farà mai.
Io ho ragione di essere incazzato con te.
Sono sparsi i miei ricordi, sono sparsi i miei pensieri e sono sparsi anche i miei sentimenti.
E me lo ripeto, che è colpa tua papà. E me lo dirò anche dopo, quando sarai morto, con tutto il senso di colpa che ne conseguirà se vuoi, ma me lo ripeterò.
Vorrei dirti questo, anche ora, ma forse questo tipo di pudore lo conservo ancora.
Dovrei dirtelo che mi hai fatto male, ma forse lo sai e a volte su quel letto è a questo che pensi.
Forse parte della paura che provi adesso è dovuta a quello che lascerai irrisolto.
Dovrei parlarne con te, ma sarebbe da egoisti ora.
Ci stiamo perdendo di nuovo, questa volta per sempre. E queste cose si che non potrò scordarle, quando sarà tutto finito. Ricorderò che non sono stato in grado di perdonare, e che al posto di queste storie di risentimenti, in quegli ultimi giorni avrei voulto, in fondo, prenderti in braccio come tu non hai mai fatto con me, e lasciarti addormentare. Il più dolcemente possibile.







Marzo 26th, 2008 at 13:35
Non aver pudore, non aver paura, fallo e basta.
Dopo non ci sarà modo, al limite rimpianto.
Non c’è gerarchia in questo mondo, siamo tutti compagni di viaggio, di un viaggio che non capiamo. Mettiti nei panni dell’altro e chiediti cosa vuoi da te stesso, poi fallo senza remore.
Mi permetto di dirlo che ci sono passato in prima persona, posso capire cosa sia.
Marzo 26th, 2008 at 14:15
Io rispetterò il tuo silenzio, fino a quando non deciderai di romperlo.
Marzo 26th, 2008 at 14:21
sushia io e te dobbiamo andare a capoverde… -_-”
Marzo 26th, 2008 at 14:33
a settembre. Appena vengo a torino prenotiamo.
Marzo 26th, 2008 at 14:51
“la coscienza dell’uomo porta un fardello d’infamia così pesante che può deporlo solo nella tomba” (e.a.poe)
non condannarlo troppo, di sicuro ora starà riflettendo sui suoi sbagli e sapere che avanti a sè non ha più tempo lo starà terrorizzando. non dico che devi perdonarlo perchè io non perdono mio padre per i tuoi stessi motivi, ma non rendergli il passaggio più pesante, almeno fallo per te stesso e per il sollievo che potresti provare nel non averlo condannato anche in punto di morte.
Comunque mi spiace per te e non per tuo padre, morire è una cosa naturale e prima o poi tocca a tutti. Mi spiace per te perchè in minima parte posso capirti.
Un abbraccio.
Marzo 26th, 2008 at 16:11
Ti do un consiglio, ma non credo ce serva dirlo.
Se puoi di quello che devi dire e se puoi perdona perché poi un giorno potresti pentirti di non aver detto certe cose e quel giorno sarà troppo tardi, ed è brutto avere il risentimento di non aver fatto o detto qualcosa. Esperienza personale, anche se non come la tua, anzi, abbastanza diversa.
Marzo 26th, 2008 at 18:17
dire qualcosa mi sembra superfluo, inadatto.. ti abbraccio soltanto scatterhead
Marzo 26th, 2008 at 18:35
Il blocco dello scrittore deve essere bello grosso, a giudicare da quanto scrivi quando ti prende.
Marzo 26th, 2008 at 18:41
ok, ok, prima avevo scherzato.
il problema con i rapporti familiari è che non puoi sceglierli.
per cui capita, molto più spesso di quanto si voglia, che due perfetti sconosciuti siano padre e figlio, madre e figlio, nonno e nipote e via discorrendo.
e uno passa tutta una vita a farsi andare giù l’altro. ma non ci si riesce.
poi capita quello che deve succedere e si tirano le fila di questo monologo: puoi dire tutto, ricordare le parole dette e quelle che avresti voluto sentire.
Oppure aprire scatoloni vuoti e gettarli alle spalle.
Sentirti in colpa per una mezz’ora buona e poi no.
Non ci sono regole scritte o imposte.
Fortunatamente.
Marzo 26th, 2008 at 19:47
Ecco…io sono più o meno nella stessa situazione. Non riesco a vederlo, parlargli, sentirlo. Perchè ho tante cose da vomitargli addosso che non so come può finire…che casino eh?
Marzo 26th, 2008 at 21:04
Scatt… non immagini neanche quanto io e te in questo momento siamo vicini… anche io ho sopportto e sopporto tuttora un padre vittima della sua ignoranza…
Un uomo che in vita sua ha solo pensato al lavoro… ai soldi…
Che non ha mai avuto una parola di orgoglio per me… che ce l’ho messa tutta per fargli pronunciare un fatidico… Bravo figliuolo… sono fiero di te…
Tuttora dopo più di 18 anni aspetto quelle parole… oramai sono diventato abbastanza asettico da non cercare più quelle parole con tanto ardore…
Ho smesso di guardarmi e vedermi inadatto… sono fiero di come sono… e mi chiedo se il suo essere così stronzo non abbia contribuio alla creazione di ciò che sono..
Marzo 26th, 2008 at 22:04
All’inzio ho pensato di scrivere che ti capivo, che ho anche io un padre così, che vivo la stessa situazione. Poi mi sono detto che peccavo in superbia, perchè anche se simili, nessuna storia è uguale all’altra.
Quindi mi limito a leggerti, e a quotare ligeia e Shinysushi(sul rispetto del tuo silenzio, non su capoverde).
Marzo 27th, 2008 at 09:41
Non c’e’ niente di male a voler essere ricordati. Bene se possibile.
Aloha StefsTM
Marzo 27th, 2008 at 13:09
ciao scatt,
penso che i papà che abbiamo avuto noi ragionino più o meno tutti allo stesso modo.
Quindi penso che molti, come me, si ritroveranno in buona parte del tuo sfogo.
Hai diritto di essere incazzato per un papà che di fatto non ti è mai stato vicino.
E non hai più molto tempo mi sembra per farti passare l’incazzatura. E’ questo il vero peccato secondo me.
Non voglio giustificare l’assenteismo affettivo del tuo papà (come del mio) però a un certo punto mi sono ritrovata a pensare con infinita tristezza ad un uomo che vedo invecchiare e che molto goffamente lascia quì e lì dei segnali, in cerca di qualcosa che non ha mai saputo dare ma di cui ha bisogno.
A tenere stretta una mano nella propria si fa sempre in tempo… non fartela sfuggire l’occasione appena si presenta, poi magari te ne penti, oppure a sorpresa potresti essere contento di averlo fatto.
ciau
Marzo 27th, 2008 at 15:00
Prima che sia troppo tardi!…
Byez
Marzo 27th, 2008 at 15:19
Consigli da dare non ne ho, ti mando solo un abbraccio.
Marzo 27th, 2008 at 23:01
Serve un fazzolotto?

Marzo 27th, 2008 at 23:02
Ps: come faccio a farmi apparire l’avatar?
Marzo 27th, 2008 at 23:49
Un abbraccio…
Marzo 28th, 2008 at 00:44
Sono oltremodo stupita di capire così bene quello di cui parli (del rapporto con tuo padre ma anche degli scatoloni vuoti). In realtà non tutto, perchè mio padre non sta morendo, però capisco il resto: comprendo l’ira per l’ignoranza e forse l’amarezza per quel qualcosa che poteva esserci e che non sarà mai…
Un bacio :*
Marzo 28th, 2008 at 11:31
Gli errori si possono fare volontari o involontari, tuo padre ha sbagliato ma non intenzionalmente.. forse hai più paura di lasciarti andare perchè accogliresti tuo padre per perderlo per sempre.. il rimorso di non avergli detto che gli vuoi bene ti potrebbe far motlo male..
Marzo 28th, 2008 at 18:29
uh, non sono nessuno per poterti dare consigli… probabilmente anche io al tuo posto mi comporterei allo stesso modo…
ma poi so che me ne pentirei e anche tanto..
secondo me il commento di Mec2.k è quello più azzeccato.
dovresti farlo un pò per lui, ma soprattutto per te. se non risolvi questo conflitto ora, quando lo farai? cioè…queste son cose che poi a lungo andare pesano…e quando toccherà a te stare su quel letto..sperando di aver fatto la cosa giusta con i tuoi di figli..non ripenserai a cosa hai fatto ora?..
ciauz.
Marzo 28th, 2008 at 19:46
questo post fa star male scatterhead.. volevo solo dirti questo, non mi piace dispensar consigli inutili. Posso aggiungere solo un grosso (quanto banale, ahimè) RESPECT
Marzo 28th, 2008 at 21:07
un abbraccio e basta scatt che tanto quello che ti vorrei dire sarebbe inutile,probably
Marzo 29th, 2008 at 09:14
non credo sia incapacità d’amare. ma incapacità di manifestare l’amore.
abbraccio.
Marzo 29th, 2008 at 12:47
in questi casi il confine tra giusto e sbagliato è impercettibile. fai soltanto quello che senti sia più giusto fare. senza troppi pensieri e remore.
ciao amico
Marzo 29th, 2008 at 16:27
Sai cosa?
Forse dovremmo smettere di sperare d’essere i figli che avrebbero voluto…ma sarebbe ora di cominciare a pensare che non sono stati i padri che NOI avremmo desiderato accanto…
Non voglio tediare te, tanto meno i tuoi lettori, sappi però che siamo in molti a capirti…a sentire quello che senti…a lottare, quotidianamente, battaglie titaniche ed impari…
Ti fa sentire meno solo tutto questo? A me no…mi sento ancora più incazzata di prima…
Perchè non si sceglie d’esser figli, ma d’esser genitori sì…e allora perchè siamo sempre noi a dover pagare?
…la Prof fuori di testa…
Marzo 29th, 2008 at 16:58
ps: guarisci presto treasure..
Marzo 29th, 2008 at 21:49
Mi spiace per la situazione difficile che stai subendo, io ho avuto un ottimo rapporto con mio padre, ma rimpiango lo stesso tutto ciò che non gli ho detto prima che morisse. Dopo non si può più rimediare, fallo per te se non per lui.
Marzo 31st, 2008 at 22:47
Ciao Scatt… ho letto il tuo post e sinceramente mi ha fatto male e non perchè ti capisco, perchè io non ho la tua stessa situazione, ma proprio perchè non ti capisco… Tu ovviamente sei libero di fare ciò che vuoi e di diecidere se parlare o meno con tuo padre. Se posso darti un consiglio, proprio ora che sta morendo, è quello di farlo… a volte non servono tante parole in realtà… non lo so di preciso in realtà… perchè io spesso vorrei tanto avere un padre con cui scannarmi… e invece domani, pesce d’aprile, “piango” l’anniversario della sua morte… Non voglio fare la vittima, il mio è solo un consiglio spassionato… Buon proseguimento
Marzo 31st, 2008 at 22:49
Vabbè,perdona il commento un poco italiota,ma ho sonno e con certi argomenti le parole escono così senza rendermene conto… Buonanotte :*
Aprile 1st, 2008 at 15:50
Aprile 1st, 2008 at 21:46
non so che dire… ho perso mio padre e con lui ho avuto per anni un rapporto freddo, distaccato… a tratti rancoroso… la nostra è stata una storia strana e gli anni della malattia pesanti, difficili… ma intensi… abbiamo creato ciò che non c’era, e io ancora ringrazio Dio (se ce n’è uno!) per avermi regalato quella possibilità che mio padre, ai tempi, non CI aveva dato…cmq sia, ti sono vicina e ti abbraccio… davvero!
Synn
Aprile 3rd, 2008 at 11:58
questa assenza particolarmente prolungata mi dà da pensare… ciao scatt un caro saluto
Aprile 4th, 2008 at 16:03
Quando guardo mio padre in faccia non posso non vedere me stesso vent’anni più vecchio,come se guardassi una fotografia ingiallita, sgualcita e vissuta,ma gli occhi….ecco cosa ci differenzia. I miei occhi sono vivi e pronti a sorridere,i suoi sono cupi e pregni di odio. Spero di aver la forza di amare i miei figli, di portarli al parco di sabato, di raccontar loro le fiabe la notte,cose che io non ho mai assaggiato. L’unico sapore amaro che ho è la forza del suo odio.
Sento il rimbombare delle tue parole che come gocce cadono su questa pagina.
Aprile 5th, 2008 at 12:39
Ti invidio ed ammiro, sai? Io non sono capace di dire cose che richiedono l’affiancamento della parentesi (non è vero) per essere complete. Vorrei saperlo fare.
Mentre comprendo perfettamente l’ultima parte del tuo post, ecco in quella mi ritrovo, quel senso di colpa dovuto all’incapacità di superare sé stessi quando sarà il momento, me lo porterò dietro anch’io. Anzi, ho già iniziato a portarlo, forse per esercitarmi. Non so.
Aprile 6th, 2008 at 13:12
La verità e che nessuno ci insegna ad amare, a esser padri,a essere figli, a essere amici o amanti…lo si impara faticosamente da soli se si è fortunati, altre volte non basta una vita intera a capire come gestire gli affetti e i ruoli…e credo che questa sia una condizione comune alla maggior parte delle persone.
Hai ragione ad essere arrabbiato, perchè nessuno merita la negazione di quell’amore incondizionato e dovuto che è proprio di padre e figlio…ma quello che traspare dal post non è rabbia, è solo tanto dolore e consapevolezza…come se quei pensieri che tu ritieni svuotati stessero urlando perchè non ne possono più di starsene lì a far finta che, comunque sia, vada tutto bene.
Le “ferite dell’anima” non si riemarginano col tempo, tendono a diventare sempre più profonde e a riaffiorare quando meno te lo aspetti…
dovresti parlarne con lui, non è da egoisti, è solo da persone adulte…forse è proprio questo che si aspetta, che tu gli dica che se sei diventato l’uomo che sei oggi, nel bene e nel male, è anche grazie a lui, che ti ha fatto male, che avresti voluto di più, ma che nonostante tutto lui continua ad essere tuo padre e forse tutto ciò ti ha portato ad amarlo come non avresti voluto.
Non ti conosco, ma sai i sensi di colpa non hanno mai portato buoni frutti.
Spero di non essere stata troppo invadente e di averti fatto capire cosa intendevo.
un abbraccio
Aprile 6th, 2008 at 18:53
Mi…mi dispiace …ecco.
Aprile 7th, 2008 at 02:23
…credo che alcune persone vadano interpretate al di là delle parole dette…quelle non dette, ma manifestate magari con piccoli segnali alle volte raccontano una storia e non si può condannare un essere umano perchè pudico, perchè indisposto all’estrinsecazione dei sentimenti…ammesso che sia il vostro caso…un saluto scatterhead…un abbraccio.
S.S.
Aprile 12th, 2008 at 17:48
Mi vergogno non poco nel dire che, quando mia nonna se n’è andata, ho provato dolore e ho pianto, sì, ma non per la sua morte bensì per l’espressione spenta di mio padre e per il suo dolore. A distanza di molti mesi ho iniziato a pensare a lei diversamente, ma, a distanza di tre anni, ancora non sono alla fase della comprensione… :-*
Aprile 14th, 2008 at 00:16
le carie sono una certezza…loro non sono come gli altri,a meno che non le butti fuori a calci sono fedeli..anche più di un cane!!
Aprile 14th, 2008 at 17:11
mi dispiace tanto, non dico niente perchè mi sentirei fuori luogo visto che non ti conosco affatto.
un abbraccio
Aprile 16th, 2008 at 22:52
Tutto quello che hanno fatti i nostri padri, per quanto ci sia sembrato ingiusto o sbagliato o cattivo, in fin dei conti l’hanno fatto solo per i loro figli e per il loro bene.
Non avercela più con lui Scatt.
Neanche tu vorresti trovarti nella tua stessa situazione, e non vorresti di certo che tuo figlio non ti perdoni.
Ho detto troppo e non voglio dire altro. Non voglio intromettermi nel dolore altrui.
Ma sappi che, anche io, ti sono vicina.
Aprile 17th, 2008 at 08:58
grazie a tutti
Aprile 21st, 2008 at 23:08
…mmmh… che tristezza! leggo e penso…come è difficile superare orgoglio e rancore…ma penso che c’è di più, nella vita, che certe volte può sembrare quasi impossibile ma si può andare oltre…
Maggio 30th, 2008 at 11:11
ehi…mi fai venire i lacrimoni!
non avercela con lui , io mi sento ugualmente persa ed il motivo è esattamente l’opposto, mi amava troppo mio padre ed ora senza di lui mi sento persa…
persa e non esagero, è come aver incontrato l’amore della tua vita quello che ti placa, quello che ti stringe anche solo con lo sguardo, quello che ti capisce e che ti vuole proprio così come sei…ed averlo perso…
oplà finito! non c’è più…
pensavo non potesse finire, speravo lo avrei sentito anche dopo, credevo che la forza dell’amore gli avrebbe permesso di farsi sentire da me…
invece…NULLA! sono rimasta sola…
è vero quando nasciamo l’amore non è installato automaticamente..
un bacio
ps.tanto per rimanere in tema …sono stata anche io in abruzzo l’otto maggio per un funerale…