Quando è necessario prendere congedo
Posted By Scatterhead in personaleIn soffitta un vecchio baule sigillato da un lucchetto coperto di ruggine.
Sul baule un nome scritto col gesso dalle mani scheggiate di un bambino soddisfatto del suo lavoro, e tre iniziali aggiunte tempo dopo: con più decisione e meno freschezza.
Il giorno in cui aprii la botola e tirai giù le vecchie scale di ferro per riporre quel fagotto ingombrante,era il giorno della mia partenza, ed avevo nell’animo nostalgia del futuro. Qualche giorno prima uno scroscio di pioggia improvvisa si portò via l’estate con i suoi colori, ed ora l’odore dell’ asfalto che per mesi era stato rovente, saliva fin lassù passando dalle piccole finestre rettangolari permeandone le stanze dall’intonaco corroso.
Da quella finestra, mentre poggiavo il mio baule, scorgevo una vecchia dai lunghi capelli bianchi che contava i suoi giorni sui grani antichi che le scorrevano nelle mani rinsecchite. Nella mie orecchie le sue preghiere, che non potevo sentire ma conoscevo a memoria, e nella mia testa una frase, che ripetevo ossessivamente come fosse un mantra:
“Da ciò che vuoi conoscere e misurare devi prendere congedo, almeno per un certo tempo. Solo quando avrai lasciato la città potrai vedere quanto alte si ergono le sue torri sopra le case.”
Partii pochi giorni dopo lasciandomi tutto alle spalle…
Oggi.
Oggi ti ho pensato ancora.
La nostra storia è incisa su fogli conservati nel legno, bisbigliata alla carta alla quale testardamente, stupidamente se vuoi, mi incateno.
Quando torno in questa casa c’è un posto in cui non posso non fare ritorno. E’ un posto fisico ma nel contempo un posto dell’anima. In quel posto c’è un albero di noce sotto le cui foglie passai le mie ultime estati solitarie. Quante lettere ti ho scritto da li? E pensare che la maggior parte di esse fino a ieri, ammuffivano in un baule dimenticato…
Ti ho pensato ed avevi il volto di allora, e la tua voce non era quella lontana ed acuta, di chi oggi al telefono ti racconta annoiato del suo ultimo viaggio. Sotto quell’ albero di noce mi sono perso e ritrovato. Nel ventre di un ricordo si sgretolava il mio pensare ed il mio essere unito a me stesso.
L’amore, come un acido, nei giorni in cui ti conobbi intaccò la mia fede, l’ingenuità, la vulnerabilità. Mi fece perdere la verginità in tutte le sue accezioni fisiche e mentali. Generò il bisogno di partire, di abbandonare le poche sicurezze alle quali ero ancorato, per saltare nel baratro che mi faceva paura e che paura mi fa’ tutt’ora.
E’ triste dopo tanto tempo, capire che, in fondo, non sono ancora partito. Che dopo tutto questo trambusto, i chilometri, le urla, le parole irripetibili, le telefonate interminabili e gli insostenibili addii, tu sia ancora qui, e con te anch’io.
Ieri notte ho preso il baule e l’ho aperto. Tra le tante cose quella che mi ha colpito di più è stata una foto: un montaggio fatto da me al computer, di noi due che sorridiamo abbracciati. Era tanta la distanza, e tanto il tempo che ci separava, che non resistetti alla tentazione, ricordo tenero e patetico nel contempo.
Ecco, tu eri questo, e lo sei tutt’ora.
Un’ immagine che io stesso ho ritagliato e mi sono incollato accanto.







Agosto 3rd, 2007 at 19:21
ecco.. quanto fa male :(
Agosto 3rd, 2007 at 19:23
Siamo stati naviganti
con l’acqua alla gola
e in tutto questo bell’andare
quello che ci consola
è che siamo stati lontani
e siamo stati anche bene
e siamo stati vicini
e siamo stati insieme.
Siamo stati contadini noi due
senza conoscere la terra
e piccoli soldati
senza amare la guerra,
ci hanno mandati lontano
senza spiegarci bene
e siamo stati male,
ma siamo ancora insieme.
Grandi corridori di corse in salita
che alzavano la testa dal manubrio
per vedere se fosse finita,
allenati alla corsa
allenati alla gara
e preparati a cadere
e a tutto quello che s’impara
innamorati della sera
innamorati della luna
conoscitori della notte
senza averne paura,
innamorati di quel fiore
che non vuole mai dire:
ecco, è tutto finito
e bisogna partire.
Ma ora è il momento
di mettersi a dormire
lasciando scivolare il libro che
ci ha aiutati a capire
che basta un filo di vento
per venirci a guidare
perché siamo naviganti
senza navigare
mai.
Ivano Fossati, “Naviganti”
Agosto 3rd, 2007 at 19:26
non essere malinconico scatt.
ti mando tanti bacini da londra,
Dant.
Agosto 4th, 2007 at 00:14
un congedo, una pausa, un modo per stabilire una distanza, senza perdere la vicinanza.
Agosto 4th, 2007 at 03:56
banalmente potrei dire che:
“la distanza è il vero nemico degli innamorati, ma è anche la cosa che più delle altre, ci fa capire quanto amiamo” … qualsiasi sia il tipo d’amore di cui si parla.
Agosto 4th, 2007 at 08:58
La penso come Makmad…il sol capire che una persona, se distante, ci manca terribilmente, ci rende le giornate vuote, tristi, ci fa capire quanto l’amiamo. Lo so…la distanza è qualcosa di impossibile quando si ama, magari ha anche un altro lato negativo, quello di ricordare dell’altro gli aspetti a cui siamo legati e che amiamo…X poi rivelarsi una delusione.
Sarà contorto ma il concetto è quello. Ciao Scatt, un bacio.
Agosto 4th, 2007 at 11:48
Sì però mi viene il magone…poi mi tocca piangere, mi cola il trucco, non ci vedo un cavolo, mi storgo la caviglia sui tacchi, ecc ecc.
A parte le stupidaggini, mi sono commossa
Ciao, bel pezzo d’uomo!
Agosto 4th, 2007 at 13:04
…
(bello e triste..)
Agosto 4th, 2007 at 15:05
nel momento in cui ho finito di leggere il post mi è venuta alla mente una sola parola: Grazie.
è stupido lo so, ma leggendo per un attimo ho smesso di sentirmi incompresa.
Agosto 4th, 2007 at 17:14
…il dolore e la tristezza…nella loro semplice essenza…
ti comprendo…molto…
Agosto 4th, 2007 at 21:26
Segnàlalo lì a destra, questo post, che é splendido.
Agosto 4th, 2007 at 22:23
ci sono delle persone che ti entrano nella vita..e non ne escono +..tu fai di tutto per allontanarti da loro..ma non puoi perchè sono dentro di te..si sono impossessati di una parte del tuo cuore e non la lasceranno più,,si sono cicatrizzati su una parte di cuore..e tu impotente non puoi farci niente..ignorarli,dimenticarli,fuggire…non serve..è triste ma è così..non si può e se si riesce è solo una nostra illusione..
Agosto 5th, 2007 at 03:14
come ti capisco…
Agosto 5th, 2007 at 13:58
ci sono persone che ci portiamo dentro che neanche sappiamo. ci sono persone che non smetteremo di amare mai, nonostante la distanza, i chilometri, gli anni, le rughe, nonostante i diversi letti in cui siamo nomadi, nonostante le diverse ferite che ogni tanto si riaprono ed è dolce rimarginarle…
……………….commovente
Agosto 6th, 2007 at 00:38
Bellissimo post….
Agosto 6th, 2007 at 10:42
La lontananza fisica spesso aiuta a “dimenticare”.
Ma non coincide quasi mai son il distacco emotivo.
Quando una persona ti entra dentro non importa quanto lontano andrai… sarà sempre dentro di te.
Agosto 6th, 2007 at 11:14
Lo sai che anch’io ho due scrigni segreti dove ho raccolto la mia vita in oggetti insignificanti, biglietti obliterati, lettere, fiori secchi, incarti di regali, promesse infrante. Bellissimo pezzo
)
Agosto 6th, 2007 at 23:07
Me lo sentivo: sei molto piu’ di che cio’ possiamo leggere, anche tra le righe, in questo Blog.
Post splendido: ma questo, lo sai gia’.
Un inchino.
Agosto 7th, 2007 at 03:11
Saluto notturno.
Agosto 7th, 2007 at 09:50
ma che bello!!!!
quasi commuove!!!
ciao!
Agosto 7th, 2007 at 10:27
porca vacca…che brutta bestia è il passato. che pretende di costruire il ns presente e ipotecare il futuro. buona jornata. seb
Agosto 7th, 2007 at 19:56
E alla seconda lettura, mi appare ancora piu’ bello…
Agosto 7th, 2007 at 20:38
Ciao Scatterhead! Molto simpatico e bello il tuo blog.. Tornerò presto!
Agosto 9th, 2007 at 12:56
Ma cavolo.. Vengo quì perchè mi han parlato di un blog tosto e simpatico e ti trovo in fase melanconica? Simpatico davvero Questo blog..vale la pena di passar più spesso. Stay Up..ciao
Agosto 9th, 2007 at 13:02
nononono
non può essere stato postato il 03/09/07 dato che sarebbe il mio compleanno ed è tra meno di un mese.
agosto è 08
cristo
scusa l’acutezza
Agosto 10th, 2007 at 00:59
Hai ragione sul fatto che prima o poi convergeremo tutti nel pessimismo cosmico, ma che tu possa reggere il continuo aumento di Entropia stando ad aspettarci tutti, mi sembra un po eccessivo.
Settembre 7th, 2007 at 02:52
twitter: legge un post così malinconico che si dimentica quanto le sia antipatica quella persona. Voglia di commentare. Non può. Verrebbe fraintesa 09:17 PM August 03, 2007 from web
Dicembre 25th, 2007 at 00:13
struggente, malinconico, emozionante…
è la cosa più bella che mi sia mai capitato di leggere in un blog.
Mi hai fatto piangere.
alessia
Gennaio 28th, 2008 at 19:27
Adesso so perché ti avevo linkato. Sono rimasta attaccata a questa pagina, incantata…