2
Lug

Post in progress

Posted By Scatterhead in cazzeggio sparso

emh… vi ricordate il premio che vinsi con la sushia l’anno scorso di sti tempi?
a settembre si parte…

Caboverde(1)

 

come ai vecchi tempi, prima posto, poi commentate, e poi alla fine scrivo il post.

(un c’ho tempo ultimamente, scusate! ma vi farà piacere sapere che le cose vanno disastrosamente male, come al solito XD)

29
Mag

Donne, du du dù

Posted By Scatterhead in cazzeggio sparso, pensieri sparsi

(1)
In macchina, mentre mia sorella guida, guardo una vecchia tutta agghindata andare in bicicletta.
Avete mai notato lo sguardo che hanno i vecchi quando vanno in bicicletta? Il terrore si legge loro negli occhi.
Più vecchi sono, più sanno che una mossa falsa ed è finita: cadi dalla bici e se non muori sul colpo ti rompi un femore, e se ti rompi un femore da vecchio sei morto o diventi scemo. Io non l’ho capito il collegamento tra il rompersi un femore e il diventare scemi, ma sembra un equazione geriatrica inconfutabile.
Mentre mia sorella mi accompagnava in stazione e mi raccontava qualcosa che ora non saprei riportarvi (ma che sono sicuro fosse di vitale importanza) nella mia testa si susseguivano la bici, la vecchia il femore e l’equazione…

(2)
Sul treno ho una fame da lupi ma il gusto con il quale la grassona di fronte a me azzanna quel panino indifeso mi disgusta a tal punto che decido di non mangiare mai più in pubblico. Nemmeno la carta argentata che avvolge quel panino odoroso riesce a contenere la frana di molliche che cadono dalla sua bocca incorniciata da un bel rossetto rosso fuoco. Finito di mangiare non riesco a non farmi infastidire anche dal fatto che tira fuori un romanzo Harmony e si mette a leggerlo.
Le copertine dei romanzi Harmony sono pressochè tutte uguali.
I sogetti sono sempre due, un maschio e una femmina, l’eta è sempre quella, tra i 28 e i 35.
Le espressioni anch’esse due, immensamente felici o immensamente tormentati.
Le pose ancora due: avvinghiati come due polipi o separati loro malgrado da quanto destino crudele possa essere contenuto in una pagina di copertina dai colori scadenti.
(3)
Arrivato a Torino sto per scendere e una 41enne dalle tette che stanno su solo grazie alla fede, dice ad alta voce passandomi davanti ” ma non si usa più essere cavalieri e dare la precedenza alle donne?”, guardando avanti ma riferendosi a me dato che nella foga di fottermi il posto, la mia valigia urta la sua e in questo gesto lei vede arroganza e maleducazione. Da parte mia, ovvio.
Io le dico che gli uomini erono cavalieri quando le donne erano dame, e qualcuno si fa una risatina ma lei no.

(4)
Una ragazza con una treccia lunghissima cammina davanti a me con dei pantaloni larghi e una maglietta di lana leggera, e io penso che è bellissima e che dio l’ha mandata per ricordarmi quanto possiate essere leggere e piacevoli, e per invitarmi a rivedere la sentenza che a fine giornata avrei espresso su di voi.

(5)
Peccato per quello sciame di ragazzine truccate e dagli abiti griffati che mi passa accanto.
Penso che dev’essere dura per quel tipo di donna, mettersi la mattina davanti allo specchio e nascondersi nel fondotinta e nel trucco, e poi la sera nello stesso bagno tirare giu la maschera come se la propria faccia fosse un segreto da custodire. Secondo me non fa bene alla psiche.
Fatto sta che le ragazzine mi danno l’imperssione di non farsi mai sfiorare da simili pensieri e ostentano la loro presunta sensualità guardando quella con le trecce. E una di loro bisbiglia un “ma l’hai vista quella”.
Ringrazio dio per il tentativo di prima ma per oggi, per quanto mi riguarda, non avete speranza.
Le ragazzine passano ad una ad una ed io vedo tra di loro la grassona con il rossetto rosso, la acida quarant’enne che esigerà da te rispetto per il solo fatto che possiede una figa, e la vecchia dallo sguardo terrorizzato che sfida la sorte facendo la spesa in bicicletta (quest’ultima in realtà mi fa solo tenerezza).
Certe donne verranno punite dal tempo, ma non queste.
Queste sono convinte che quando sarà il momento, armate di una siringa e 5 cc di botulino, lo affronteranno a dovere.

Qualcuno mi salvi da me stesso e dalla mia asprezza.
Fuori piove, cazzo.

28
Mag

Mi cerchi ancora, tra queste pagine, qualche volta…

Posted By Scatterhead in Senza categoria, dedica, personale

Tu?

boomp3.com

20
Mag

Inerzia

Posted By Scatterhead in cazzeggio sparso, ottimismo, pensieri sparsi

Sono tornato in Abruzzo per sbrigare alcune faccende.
Dovevo stare solo due giorni.
Poi sono diventati tre.
Quattro.
Cinque.
Continuo a ripetermi “domani parto” ma puntualmente rimando.

ShinySushi scrive:
ma tu non dovevi venire a milano?
Scatterhead scrive:
si ma l’inerzia ha avuto la meglio
Scatterhead scrive:
ed essere battuto da una non-forza è decisamente umiliante

6
Mag

ScatterSPAM

Posted By Scatterhead in cazzeggio sparso

* Ero certo che tutte le congetture sul fatto che Morrison fosse in realtà vivo erano fondate e che la sua morte era una montatura per accrescere il mito e vendere più dischi!
Ora attendo pazientemente un commento dal dottor Elvis.

28
Apr

Posted By Scatterhead in Senza categoria

voi continuate a visitarmi

io continuo a non scrivere

qualcuno dovrà pur cedere prima o poi…

16
Apr

Epitaffio

Posted By Scatterhead in ottimismo

Se avete trovato cinico il contenuto del post precedente, dovreste leggere l’epitaffio sulla lapide della tomba a fianco a quella di mio padre:

*

Qui giace

marcisce

imputridisce

il signor Tal dei Tali.

*

Mi vien voglia di riesumare il cadavere e dargli la mano.

7
Apr

La morte mi fa buono

Posted By Scatterhead in vita svissuta

Shinystat afferma che qualcuno mi legge dal Quatar: l’unico ricordo che ho del Quatar è legato a Fifa il primo gioco di calcio della EA sports ( it’s in the game” ) che giocavo con l’allora mitico SEGA (!!!) MegaDrive nelle notti estive di taaanto tempo fà. Il Quatar era la squadra peggiore, quella che sceglievi quando volevi fare il figo, del tipo “voi vedè che se io gioco con il quatar e tu co’ la juve ti do’ la paga uguale!!”.

http://retrojuegos.files.wordpress.com/2006/12/fifa2.gif

So solo che è legata in qualche modo alla Francia, e che andai pure a cercarlo nell’atlante, ma se cerco di immaginarlo mi viene in mente la scena di Bart Simpson che decide di indicare sulla cartina dove si trova Springfield e il testone di Lisa che copre la visuale.
Ecco, non era una premessa necessaria ma serviva a rompere il ghiaccio perchè cominciare con “mio padre sta a crepà” faceva brutto.
… Ok, non è solo questione di contenuto ma anche di forma, al prossimo parente morto riuscirò ad esprimermi con il dovuto rispetto.
A meno che non tocchi a me, in quel caso vi autorizzo a dire che sono crepato, schiattato, che ho tirato le cuoia, che sono carne per vermi ecc. ecc. Quante maniere differenti esistono per dire che qualcuno è morto?
Ho sentito così tanti luoghi comuni, frasi di circostanza, visto sorrisi finti di persone delle quali non ricordavo manco il nome (e probabilmente manco mio padre) che la prossima volta mi auguro di essere io il morto, ci si incazza di meno ed incazzarsi fa male alla salute, no?
In questi giorni ho messo in imbarazzo una decina di persone, messo ko 3 dottori troppo gonfi e troppo poco competenti (vedere in difficoltà il primario che ha maltrattato mio padre non ha prezzo… ) terrorizzato un’ infermiera, scandalizzato un paio di parenti e dio solo sa quanta gente ho mandato a fanculo.
Insomma, qualcuno di voi un’idea di me se l’è fatta e sapete che non è cattiveria: solo cinica crudeltà e godimento fisico nell’infierire su stronzi e pezzi di merda.
Detto questo ringrazio chi ha avuto voglia di leggere il post precedente e chi ha voluto dire la sua nei commenti o nei pvt arrivati su splinder.
A buon rendere, se vi crepa qualcuno fatemelo sapere.
Baci e abbracci.
P.s. I ringraziamenti sono sinceri.

26
Mar

Scattered Head (con 40 di febbre e il naso che cola)

Posted By Scatterhead in personale

No, non ho il blocco dello scrittore.
Se non altro perché bisognerebbe essere scrittori per averlo, e io sono solo un cazzeggiatore munito di tastiera e blog con troppo egocentrismo e, a volte, troppo poco pudore.
Non scrivo più perché in questo periodo sono arido. That’s all.
Se ne sono accorti i miei pensieri, si affacciano e non mi riconoscono.
Sono ancora interessanti, per carità, quando arrivano sono tutti presi a raccontarsi tra loro.
Poi si guardano intorno disorientati e dicono: “ah, scusi… abbiamo sbagliato testa”.
Io non ho la forza di fermarli, di bofonchiare un timido “no no…, tornate qui, è proprio la vostra testa questa”, e vanno via.Mi sento svuotato.
Anzi, peggio.
E’ come se per anni avessi aperto scatoloni pieni di cose (interessanti o meno), che mi facevano divertire, riflettere, sentirmi vivo.
Da qualche mese ho cominciato ad aprirne di vuoti.
Ora alle mie spalle ho una pila enorme di scatoloni vuoti e quelli che sono rimasti cominciano a farmi paura: e se fossero tutti così?
Per questo non ho niente da condividere con voi, e probabilmente vedrete il blog sempre più abbandonato a se stesso ( o al vile makmad, che poi è lo stesso… lol ).
Ho smesso di amare. Vi ricordate lo Scatterhead tormentato? La verità dietro lo specchio, la ricerca disperata del suo sorriso, il bambino che disegnava sul cuore… Finito.
L’emozione più grande che provo durante la giornata è scoprire che la carie è sempre al suo posto: terzo dente a destra.
Lo trovo addirittura confortante.
Ve ne dico un’altra, ma questa non c’entra con lo svuotamento in atto.
Sono tornato in Abruzzo perchè mio padre sta più di la che di qua.
Vi dispiace? Non dispiacetevi, il 95% della giornata la cosa mi lascia indifferente.
Forse perché i sentimenti non sono “dovuti” a nessuno.
Quando nasciamo l’amore non si trova nell’imballaggio, assieme a tutto il resto.
Non è autoinstallante: devi leggere le istruzioni, montarlo, aggiornarlo periodicamente…
Certo, è sempre mio padre, ma lui non è un uomo che sa amare e di conseguenza, con tutta la buona volontà, amarlo è sempre stata un’impresa.
Quando anni fà, prima di andarmene di casa, lo misi faccia a faccia con questa realtà, lo vidi piangere per la prima volta in vita mia.
Rispose.
Io pensavo che essere padre significasse lavorare e portare soldi a casa.
Ci credete? Io non riuscivo a crederci. Come poteva un uomo avere una simile convinzione?
Ignoranza emotiva la definii in seguito, ripensandoci.
Ma intanto riuscì a farmi pena, che stronzo.
Era mio diritto essere incazzato.
Era mio diritto essere cattivo.
Ma lui no, me lo tolse con quelle parole ingenue, facendomi sentire in colpa.
Mai in vita sua, da che avevo ricordi, si era mostrato vulnerabile.
Lo sentii bambino, e io mi sentii padre.
E gli dissi che mi dispiaceva, che non lo pensavo. (Non era vero).
E gli dissi che era colpa mia, che lui aveva fatto tutto quello che poteva fare… (Non era vero) che era un buon padre (NON ERA VERO) e che avevamo solo bisogno di tempo.
Be lo sapete? Time out.
Il tempo è finito, non c’è più.
boomp3.comTi dispiace Scatterhead?
Si e no.
Mi dipiace che un uomo finisca il suo percorso (e certo mi dispiace che quell’uomo sia mio padre), senza avere capito un cazzo di se, della propria famiglia e di tutto quello che gli girava attorno.
Mi dispiace per lui certo, perchè quando arriviamo alla resa dei conti, se anche fosse vera la storia dell’ignoranza emotiva, temo che scattino meccanismi intrinseci e che si inevitabile tirare le somme:
quanto amore ho dato? quanto ne ho ricevuto? chi mi ricorderà?

Mi dispiace vedere la paura sulla sua faccia, e mi dispiace non avere parole.
Vorrei dirglielo quel Ti ricorderò.
E’ questo che vogliamo tutti, in fondo, no? Essere ricordati. Che altro ci resta quando arriva la fine?
Ma non posso farlo, e volete saperlo? Vuoi saperlo papà? E’ colpa tua.
Io non ho il coraggio di guardarti negli occhi diventati infinitamente piccoli, e dirti che ti amo, perché tu non l’hai mai detto a me.
O di prendere quella mano che non ho mai toccato e farti sentire che ti sono vicino, perché tu non l’hai mai fatto con me.
Hai un figlio incasinato che ha dovuto rimettere da se i tasselli a posto, quelli che avresti dovuto mettere a posto tu. E non li ha trovati tutti, e forse non lo farà mai.
Io ho ragione di essere incazzato con te.
Sono sparsi i miei ricordi, sono sparsi i miei pensieri e sono sparsi anche i miei sentimenti.
E me lo ripeto, che è colpa tua papà. E me lo dirò anche dopo, quando sarai morto, con tutto il senso di colpa che ne conseguirà se vuoi, ma me lo ripeterò.
Vorrei dirti questo, anche ora, ma forse questo tipo di pudore lo conservo ancora.
Dovrei dirtelo che mi hai fatto male, ma forse lo sai e a volte su quel letto è a questo che pensi.
Forse parte della paura che provi adesso è dovuta a quello che lascerai irrisolto.
Dovrei parlarne con te, ma sarebbe da egoisti ora.
Ci stiamo perdendo di nuovo, questa volta per sempre. E queste cose si che non potrò scordarle, quando sarà tutto finito. Ricorderò che non sono stato in grado di perdonare, e che al posto di queste storie di risentimenti, in quegli ultimi giorni avrei voulto, in fondo, prenderti in braccio come tu non hai mai fatto con me, e lasciarti addormentare. Il più dolcemente possibile.

22
Mar

Gratitudine

Posted By Scatterhead in cazzeggio sparso, dedica

Da quando ho affidato la gestione del blog a Makmad, queste pagine sono talmente poco seguite che se avessi un segreto da custodire potrei tranquillamente scriverlo qui.